Dipendente infedele e furto di dati aziendali: come scoprirlo con una perizia informatica

Il fenomeno del dipendente infedele è la piaga silenziosa delle PMI italiane. Spesso non si tratta di furto di denaro, ma di dati: la lista dei clienti, i preventivi strategici, i codici sorgente, le ricette di produzione.

Quando un collaboratore chiave si dimette e passa alla concorrenza, o avvia una propria attività, il sospetto è quasi sempre lo stesso: “Si è portato via il lavoro di anni”.

Ma come trasformare un sospetto in una prova valida per un licenziamento per giusta causa o per una denuncia per concorrenza sleale?

Il reato: accesso abusivo e sottrazione di segreti

Il codice penale punisce severamente l’accesso abusivo a sistema informatico (Art. 615-ter) e la sottrazione di segreti scientifici e industriali (Art. 623). Tuttavia, la prova deve essere cristallizzata immediatamente.

Se l’IT aziendale “dà un’occhiata” al pc del sospettato senza seguire le procedure forensi, quella prova diventa inutilizzabile in tribunale.

Cosa cerchiamo in una perizia informatica su un dipendente

Un consulente forense non si limita a “guardare i file”. Risponde a domande precise:

  • Quando è stato collegato l’ultimo hard disk esterno?
  • Ci sono tracce di cancellazioni massive nei giorni precedenti le dimissioni?
  • Sono state caricate cartelle su cloud personali (Google Drive, Dropbox non aziendali)?
  • Il dipendente ha inoltrato mail a caselle email personali?

Il caso concreto

In una recente perizia per un’azienda manifatturiera veneta, abbiamo analizzato il laptop di un capo-progetto dimissionario. Gli IT aziendali avevano già “pulito” il pc per riassegnarlo. Abbiamo comunque recuperato tramite file carving i file cancellati della settimana precedente: 3GB di disegni CAD inviati a un webmail personale. La prova ha retto in conciliazione ed è stata ottenuta una transazione a 6 cifre.

Consiglio pratico

Non aspettare le dimissioni. Inserisci nel regolamento aziendale e nel Modello 231 una procedura chiara: in caso di sospetto, il dispositivo viene sequestrato e consegnato nelle mani di un perito forense senza essere avviato.

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